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I GIORNI DI HERBARIA
22/05/2010

 

I GIORNI DI HERBARIA

Intervento di Rosaria Ercoli alla tradizionale manifestazione di Herbaria

Il Resto del Carlino 22-05_2010


I GIORNI DI HERBARIA

«Le notizie che danno speranza fanno bene al cuore»
Per Stefano Zecchi e il vescovo Claudio Giuliodori è determinante l’uso che l’uomo fa di ogni scoperta

MOLTE NOTIZIE possono far bene al cuore, dipende solo dall’uomo. E’ quanto emerso alla fine dell’interessante dibattito tra Stefano Zecchi, docente di estetica, e monsignor Claudio Giuliodori, vescovo di Macerata, intervistati da Pierluigi Masini, vicedirettore del Carlino. E’ stato uno dei momenti più attesi del ricco cartellone di appuntamenti di Herbaria, e non ha deluso le aspettative della folta platea intervenuta spesso con scroscianti applausi.

«PRENDIAMO il caso — è stata la prima sollecitazione di Masini ai due interlocutori — della creazione della prima cellula sintetica “frutto, come ha detto il cardinale Bagnasco, dell’intelligenza dell’uomo, dono di Dio”». E subito è salito alla ribalta il ruolo decisivo dell’uomo di fronte a importanti scoperte. «Fa bene al cuore — ha detto monsignor Giuliodori — aver letto questa notizia purché tale scoperta sia indirizzata verso il bene». E questo punto è stato condiviso pienamente da Zecchi. «In futuro ci saranno due problemi sui quali tutti dovranno confrontarsi e fare i conti. Il primo, come sfruttare e rispettare le risorse naturali. Il secondo, l’ingegneria genetica che può essere utile per guarire dalle malattie. Ma, qual è il confine tra cura e manipolazione? Non dimentichiamo mai che un conto è migliorare una cosa, un’altra cambiarla nella struttura».

IL PUBBLICO ha seguito con interesse il dibattito con Masini che ha sollecitato i due ospiti a confrontarsi. «La civiltà — ha aggiunto Giuliodori — è progredita per il desiderio di scoprire che muove da sempre l’uomo. Non dobbiamo aver paura di conoscere, ci sono tuttavia dei limiti determinati dalla dignità e dai diritti inviolabili». Il professor Zecchi non ha una fiducia assoluta sull’uomo e sulle sue azioni. «Non dimentichiamo mai — spiega — che determinate ricerche richiedono ingenti fondi e allora non mi sorprende più di tanto se certe scoperte, che hanno soddisfatto legittime aspirazioni dell’uomo, siano diventate un business».

SI STA AFFACCIANDO
un altro tipo di comunicazione: quella virtuale. Ma fa bene o male? «I ragazzi di oggi — è il parere di Stefano Zecchi — ne sono malati. Serve quella interpersonale perché solo in quel modo si cresce. Una relazione può trasmettere emozioni e amarezze, gioie e dolori: tutto ciò aiuta il giovane a maturare, a crescere e ad affrontare le difficoltà della vita. Per fuggire da simili situazioni non è sufficiente interrompere la comunicazione come avviene su Internet. I genitori arrivano spesso tardi a casa e non si vuole educare i figli anche con i “no”, allora il ragazzo evita il confronto e si rifugia nel virtuale». Il vescovo Giuliodori riporta una ricerca sui nostri giovani. «Da questa indagine è emerso che i ragazzi scelgono i social network e internet per rafforzare i legami tra loro».

CI SONO
tanti giovani che studiano, s’inpegnano e lavorano in silenzio, ma spesso non fanno notizia. «Quanto vorrei esser loro d’aiuto, far sì che emergano i più meritevoli. Il pericolo — grida Zecchi — è che le nuove generazioni non credano più in se stesse».

Lorenzo Monachesi